Dibattito "Facciamo un pacco alla camorra"

“Facciamo un pacco alla camorra” all’Istituto Italiano di Cultura Bruxelles

Si è chiusa la tre giorni a Bruxelles del progetto “In viaggio con la Mehari”, promosso dalla Fondazione Polis per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati, dall’associazione Libera, dal Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e dall’osservatorio sui cronisti minacciati “Ossigeno per l’Informazione”, con il sostegno di Regione Campania e Comune di Napoli, e dedicato, a partire dall’auto di Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, ai temi delle vittime innocenti della criminalità e della libertà di stampa.

Dopo l’incontro in piazza Esplanade Solidarnosc 1980 con il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e l’ambasciatore italiano in Belgio Alfredo Bastianelli, ieri 5 dicembre, presso l’Istituto Italiano di Cultura si è svolto il dibattito “Facciamo un pacco alla camorra”, con presentazione dei “pacchi alla camorra” e dei cesti de “Il Natale di Libera”, cadeau realizzati con i prodotti provenienti dai terreni confiscati alle mafie.

Sono intervenuti la direttrice dell’Istituto Federiga Bindi, gli eurodeputati Monica Frassoni e Niccolò Rinaldi, il presidente della Fondazione Polis Paolo Siani, il referente di Libera in Campania Geppino Fiorenza, il presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità Alfredo Avella, Matteo Finco di “Ossigeno”, il presidente dell’associazione “Terra del Fuoco” Oliviero Alotto, il referente di Nuovo Consorzio Organizzato Peppe Pagano e il referente della cooperativa “Restistenza” Ciro Corona.

L’incontro è stato moderato dalla giornalista Maria Latella ed ha acceso i riflettori sul tema della confisca a livello europeo: “È fondamentale varare una legge europea sulla confisca”, ha evidenziato l’on. Rinaldi, ammettendo le difficoltà incontrate nel proporre il tema della lotta alle mafie in ambito continentale: “Istituire la commissione CRIME è stata una vera impresa. Le mafie in Europa non sparano ma si insinuano nella burocrazia”. Gli ha fatto eco l’on. Frassoni, che ha sottolineato come “i temi della confisca dei beni e del contrasto ai mafiosi sono ritenuti solo italiani”.

“Fare cultura con la C maiuscola dando spazio ai temi sociali è un antidoto al crimine”, ha affermato la direttrice dell’Istituto Federiga Bindi. Al riguardo Geppino Fiorenza ha ricordato il prezioso lavoro svolto nelle scuole fin dai giorni che seguirono l’omicidio Siani: “All’epoca eravamo in pochi ad andare nelle scuole per discutere di questi temi, i presidi non volevano che si affrontassero. Ora siamo in tanti. Sono stati fatti importanti passi avanti, la mafia c’è ma c’è anche l’Italia”.

Paolo Siani ha ricordato il “viaggio” compiuto dalla Mehari di suo fratello Giancarlo: “Il 23 settembre l’abbiamo riportata dal Vomero al Mattino, il giornale per cui Giancarlo lavorava, con una staffetta che ha coinvolto importanti personalità della cultura e dell’antimafia sociale come Roberto Saviano e don Luigi Ciotti. Siamo stati alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica per porre all’attenzione di chi ci governa i temi del progetto e lo stesso abbiamo fatto al Parlamento Europeo, perché la lotta alla mafia è un problema che riguarda tutta l’Europa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Alfredo Avella: “L’auto di Siani sarà un monumento, non dobbiamo spegnere questo motore ma far sentire forte le istanze dei familiari delle vittime. A Napoli c’è vera antimafia sociale”.

Sul tema della libertà di stampa ha posto l’accento Matteo Finco di “Ossigeno”: “I giornalisti svolgono una funzione pubblica e non vanno lasciati soli”, anche perché, come ha sottolineato Maria Latella, alla quale è stata donata la maglietta della Fondazione Polis con la scritta “La camorra non vale niente”, “un Paese che lascia ammazzare i suoi giornalisti è un Paese che non ha speranza”.

Al termine del dibattito sono stati degustati i prodotti provenienti dai terreni confiscati alle mafie ed è stato proiettato il film di Marco Risi “Fortapàsc”, dedicato alla storia di Giancarlo Siani. Si è conclusa così la tre giorni belga di “In viaggio con la Mehari”. L’auto di Giancarlo Siani è stata installata nella piazza Esplanade Solidarnosc 1980 dal 3 al 5 dicembre. A farle visita, prima della partenza per Napoli, l’europarlamentare Rita Borsellino, che proprio in questi giorni ha inaugurato insieme a Maria Falcone una sala del Parlamento Europeo e una mostra dedicata ai due fratelli magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, uccisi dalla mafia. L’ennesima testimonianza che l’impegno antimafia è approdato in Europa.

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La Mehari di Giancarlo Siani ritorna a Napoli e resterà esposta nell’atrio a piano terra del Palazzo delle Arti (P.A.N.) dal 9 dicembre, visitabile da chiunque vorrà rendere omaggio a Giancarlo e a tutte le vittime innocenti della criminalità.

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