Con lui ha macinato tanti chilometri tra Napoli e Torre Annunziata

Con lui ha macinato tanti chilometri tra Napoli e Torre Annunziata, è l’unica che ha visto negli occhi e da vicino i suoi killer, è lei che ha accolto il suo corpo ormai privo di vita.

La Mehari. Quella macchina scoperta, di plastica e senza protezioni che Giancarlo guidava con fierezza e che lo accompagnava nel suo lavoro, venduta pochi mesi dopo il suo barbaro assassinio, è ricomparsa all’improvviso nella nostra vita per partecipare al film “Fortapàsc” di Marco Risi e ora, grazie all’impegno di tanti ma soprattutto del Comune di Napoli e della Regione Campania, si rimette in moto proprio da dove era stata fermata e fa il percorso che avrebbe dovuto fare con Giancarlo il 24 settembre 1985, dal Vomero a via Chiatamone e che non ha mai più potuto fare.

Paolo SianiLa guideranno giornalisti, giornalisti minacciati, magistrati, familiari di vittime innocenti della criminalità, sacerdoti, le cui storie Giancarlo avrebbe raccontato. La guideranno fino a “Il Mattino” e sarà il suo giornale ad accoglierla e simbolicamente riaccoglie cosi anche Giancarlo. La Mehari infatti entrerà nella grande sala delle vecchie rotative del giornale e, grazie all’installazione artistica realizzata da Antonella Palmieri che ha conosciuto Giancarlo, racconterà dei tanti giornalisti minacciati dalle mafie, delle vittime innocenti della criminalità.

Poi la Mehari si sposterà al PAN per essere accolta dalla città e poi vorremmo portarla in giro in Italia e fino a Bruxelles, al Parlamento Europeo per portare all’attenzione di tanti cittadini e di chi ci governa che l’antimafia deve diventare una priorità per tutti e soprattutto per i grandi del mondo. Vorremmo che fossero messe in campo serie iniziative contro il crimine organizzato a livello nazionale, europeo e internazionale, oggi e non domani o chi sa quando. Ne va della nostra vita e di quella dei nostri figli. Vorremmo che il sacrificio di tanti uomini e donne barbaramente uccisi dalle mafie fossero un monito costante per tutti i governanti. L’antimafia deve occupare i primi posti dell’agenda dei governi nazionali ed europei e non solo, bisogna fare squadra e non tollerare indebite connivenze, loschi traffici, politiche deboli e poco chiare. Bisogna scegliere da che parte stare. La Mehari diventa così uno strumento che a partire da Giancarlo e attraverso il racconto di tanti che sono rimasti vittime della criminalità, arriva al cuore del problema, l’impegno contro la criminalità.

Impegno che non può solo essere repressivo ma che deve coinvolgere nuove politiche di sviluppo, nuove opportunità di lavoro per non rubare il futuro a nostri giovani. Sì, di questo si tratta, del futuro dei nostri giovani, della loro vita, della loro felicità che non abbiamo il diritto di negare. Attorno alla Mehari si alterneranno artisti, giornalisti, scrittori, poeti, attori, ragazzi che lavorano nei beni confiscati, cittadini, familiari di vittime innocenti della criminalità, sacerdoti, giovani delle scuole della nostra regione che insieme vogliono fare squadra e mettere all’angolo il malaffare, convinti che le mafie rappresentano un peso insopportabile per la convivenza civile e le economie di tutto il mondo e che come diceva Giovanni Falcone possono essere sconfitte. Siamo certi che i nostri concittadini, i tanti amici di Giancarlo, tutti quelli che in questi anni si sono battuti nel suo nome, verranno al PAN e si stringeranno intorno alla sua Mehari. La Mehari, che dopo 28 anni prepotentemente e con pochissimi interventi dei meccanici è tornata a camminare per le strade che percorreva con Giancarlo, rappresenta simbolicamente il segno di un riscatto, il segno che insieme ce la possiamo fare, il segno che neanche le pallottole ci potranno fermare. Noi siamo ancora qui e siamo sempre di più, sempre più numerosi e forti.

Noi ce la stiamo mettendo davvero tutta per far crescere una solida coscienza civile e chiediamo a tutti di fare lo stesso ognuno per la sua parte e con le proprie forze. Noi siamo qui, con la nostra Mehari, a vigilare che ciò accada senza fare sconti a nessuno.

Paolo Siani

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