I numeri di “In Viaggio con la Méhari”…

La rassegna “In viaggio con la Méhari” è cominciata dal Vomero, il quartiere collinare dove l’auto di Giancarlo si era fermata per mano di assassini codardi che con il piombo volevano interrompere il lavoro di un giovane cronista.

Da lì è ripartita una storia. La Méhari ha ripreso la marcia. A guidarla il 23 settembre si sono alternati in una staffetta lungo le strade della città Roberto Saviano, don Luigi saviano2Ciotti, Armando D’Alterio, Alfredo Avella, Giovanni Minoli, Daniela Limoncelli, Giovanni Taranto e Gerardo Marotta.

Dal 24 al 27 settembre la Mehari è stata ospitata presso la sala ex rotative de “il Mattino”. Qui gli studenti di nove scuole di Napoli e provincia, per un totale di 135 alunni, hanno visitato la mostra dedicata al cronista e lasciato su di un lenzuolo bianco frasi e disegni dedicati a Giancarlo Siani e alla libertà di stampa.

Dal 27 settembre al 15 ottobre presso il Palazzo delle Arti di Napoli “Pan” (via dei Mille 60), è stata inaugurata l’installazione dedicata al diritto di cronaca, alla libertà della parola, curata dall’architetto Antonella Palmieri, di cui la Mehari è simbolo integrante, dove la narrazione diventa grimaldello e la Méhari gancio delle memorie.

Si sono svolti dibattiti, letture di libri, presentazioni, convegni con tanti testimoni come Lirio Abbate, Alberto Spampinato, Giovanni Taranto.

Poi la presentazione presso l’Istituto per gli studi filosofici del libro Dem (dizionario enciclopedico contro le mafie) con Rosaria Capacchione, Amalia De Simone, Isaia Sales. E ancora dibattiti con gli autori Giuliana Covella, Giuseppe Crimaldi, Giovanni Conzo, Silvio Perrella, Enzo D’Errico, Alfredo Avella, Paolo Miggiano, Emilio Tucci, Raffaele Sardo.

MarottaIl racconto di esperienze di rottura come il ristorante “Le Chic”, la cooperativa Lazzarelle, Nco, la cooperativa Eva, Piazza Forcella e la biblioteca di Giovanni Durante. Accanto alla Mehari si sono seduti grandi scrittori come Erri De Luca che ha raccontato l’incontro e l’amicizia con Giancarlo Siani ma anche politici nazionali come Pier Ferdinando Casini.

Emozioni forti anche sulle note di Piano City, la rassegna nata in Germania e che ha fatto tappa al Pan. Per le storie resistenti particolarmente significativa la testimonianza del Quarto Calcio con Gigi Cuomo, Antonello Ardituro, Nello Mazzone.

E ancora l’omaggio di Peppe Lanzetta con gli attori Gianfranco Gallo ed Ernesto Mahieux, protagonisti del film Fortàpasc senza dimenticare le toccanti testimonianze dei familiari delle vittime Annamaria Torre e Pasquale Scherillo e i contributi appassionati dell’attrice Rosaria De Cicco e del cantante Nando Misuraca, nonché dei giornalisti chiamatati a moderare gli incontri Marco De Marco, Mario Pepe e Titti Marrone.

Il Pan, con il generoso contributo dei dipendenti, ha consentito al meglio lo svolgimento della kermesse sotto la guida del direttore Fabio Pescapè.

Incontri il pomeriggio e spazio alle scuole con la visita degli studenti di Napoli e dei comuni della provincia al mattino, per un totale di complessivo di 40 istituti con oltre 600 alunni, che hanno assistito alla installazione-mostra dedicata alla libertà di stampa curata dall’architetto Antonella Palmieri e partecipato agli incontri tematici con Libera, Fondazione Polis, rappresentanti delle istituzioni, responsabili dell’ufficio scolastico regionale, giornalisti, testate quali NapoliUrbanBlog, Road Tv, Fan Page, associazioni, i ciclisti di “Bike Festival Napoli”, i ciclo responsabili, esponenti della società civile.

Erri De LucaUn’organizzazione che ha visto nel Comune di Napoli, Regione Campania, Fondazione Polis, Libera, Ossigeno per l’informazione, coordinamento familiari delle vittime il motore vero dell’iniziativa con una partecipazione massiccia stimata complessivamente in 1500 spettatori.

La rassegna “In Viaggio con la Méhari” è stata conclusa da Giulio Cavalli, l’attore più volte finito nel mirino delle mafie e da tempo sotto scorta.

E’ stata una grande e forse unica occasione per riconnettere la città, per non essere isole perse in un mare ignoto ma fare arcipelago nel ricordo e nel segno della libertà quella di Giancarlo Siani, un giornalista libero.

 

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