Inaugurata al Palazzo delle Arti di Napoli la mostra “Fragile”

La giornata in ricordo del 29° anniversario dell’omicidio di Giancarlo Siani, il cronista del “Mattino” ucciso dalla camorra, si è conclusa ieri sera al Palazzo delle Arti di Napoli, con l’inaugurazione di una mostra, “Fragile”, dedicata a lui e a tutte le vittime innocenti della criminalità, curata dall’architetto Antonella Palmieri, e la Mehari, l’auto di Giancarlo, in bella evidenza.

All’incontro, insieme al fratello di Giancarlo e presidente della Fondazione Polis Paolo Siani, erano presenti il direttore del “Mattino” Alessandro Barbano (che ha definito Giancarlo “un eroe per caso, che ha avuto il coraggio di non calcolare il rischio legato ad un mestiere che svolgeva in modo assolutamente libero”), gli assessori comunali alla Cultura e alle Politiche Giovanili, rispettivamente Nino Daniele (il quale ha annunciato che presto l’atrio del PAN sarà intitolato a Giancarlo) e Alessandra Clemente, il presidente della Commissione consiliare regionale per il riuso dei beni confiscati Antonio Amato, il questore Guido Marino, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il presidente onorario dell’associazione Siani Geppino Fiorenza, il prof. Isaia Sales, il vicepresidente della Fondazione Polis don Tonino Palmese, il referente regionale di Libera Fabio Giuliani e un’ampia delegazione di familiari delle vittime innocenti della criminalità guidata dal presidente del Coordinamento regionale Alfredo Avella.

 

Lo studio e la selezione dei testi della mostra sono stati curati da Daniela Limoncelli, amica e collega di Giancarlo al “Mattino”. L’architetto Palmieri spiega così il senso della mostra, composta da pannelli che riproducono gli articoli di Giancarlo Siani e quelli relativi alla sua brutale uccisione: “I materiali sono tutti estremamente fragili perché recano la memoria del momento in cui il dolore irrompe nella vita e deflagra come un cristallo che va in pezzi d’improvviso. È fragile chiunque ami, chi partecipa alla vita con le proprie idee senza nascondersi, chi ripone fiducia nell’altro, nelle cose che fa, nella sua città, in chi dovrebbe proteggerlo, è fragile la verità e la sua ricerca. È fragile la memoria. Fragile è un attimo”.

L’iniziativa è stata altresì arricchita da due momenti molto significativi. Il primo è stato la proiezione del film “In viaggio con la Mehari di Giancarlo Siani”, di Aldo Zappalà e Ivan Luigi Antonio Scherillo, che documenta il percorso culturale ed istituzionale -promosso da Fondazione Polis, Libera, Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e Ossigeno per l’Informazione – della Mehari di Giancarlo, partita dal Vomero proprio il 23 settembre dello scorso anno per approdare presso le due Camere del Parlamento italiano e a Bruxelles, sede del Parlamento Europeo, portando con sé le storie di tutte le vittime innocenti della criminalità e dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo e nei territori colpiti dalle guerre, nonché dei cronisti ancora sottoposti a minaccia.

A seguire si è svolto un breve reading su testi dello stesso Zappalà, riguardante le storie di cinque vittime innocenti della criminalità del tipo “come sarebbe stato se…”. Accompagnati dal maestro Patrizio Marrone al pianoforte, Patrizio Rispo ha ricordato Fabio De Pandi, Chiara Vitiello Palma Scamardella, Veronica Montanino il papà Gaetano, Marco Setta Gennaro De Angelis e Ivan Luigi Antonio Scherillo Attilio Romanò.

Chiusura con la degustazione dei prodotti provenienti dai terreni confiscati alla criminalità organizzata.

La mostra resterà installata al Palazzo delle Arti di Napoli fino al prossimo 13 ottobre.

 

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