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Incontro con il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro

caldoroStamattina, nell’ambito del progetto In viaggio con la Mehari, che a partire dall’auto di Giancarlo Siani, il cronista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, accende i riflettori sui temi delle vittime innocenti della criminalità e della libertà di stampa, presso la sede di Roma della Regione Campania il Presidente Stefano Caldoro ha incontrato una delegazione dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e dei giornalisti uccisi.

L’iniziativa è stata promossa dalla Regione Campania in collaborazione con la Fondazione Polis per le vittime innocenti di criminalità e i beni confiscati, Libera, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità ed Ossigeno per l’Informazione, l’osservatorio sui cronisti minacciati promosso dalla Federazione nazionale della stampa e dall’Ordine dei giornalisti.

Erano presenti i seguenti familiari di vittime: Luciana Riccardi (madre di Ilaria Alpi), Mario Cutuli (fratello di Maria Grazia Cutuli), Nicola De Palo, Cecilia Scrivano, Irene De Palo, Vincenzo De Palo, Giancarlo De Palo, Renata Capotorti e Gian Paolo Pellizzaro (familiari di Graziella De Palo), Aldo Toni, Alvaro Rossi e Antongiulio Domenico Rossi (familiari di Italo Toni), Giuseppe Franzosi e Cristina Puglisi (familiari di Gabriel Gruener), Manuel del Monte (familiare di Antonio Russo), Alberto Spampinato (fratello di Giovanni Spampinato e direttore di “Ossigeno per l’Informazione”), Paolo Siani (fratello di Giancarlo Siani e presidente della Fondazione Polis), Alfredo Avella (papà di Paolino Avella e presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità), Gianmario Siani (nipote di Giancarlo Siani), Lorenzo e Francesco Clemente (rispettivamente marito e figlio di Silvia Ruotolo), Giacomo Lamberti (cognato di Ciro Rossetti), Salvatore Di Bona (figlio di Antonio Di Bona), Maria Romanò (sorella di Attilio Romanò) e Serena Simonetta Lamberti (sorella di Simonetta Lamberti).

All’incontro hanno altresì preso parte l’Esperto Trasversale in Sicurezza e Legalità della Regione Campania Maurizio Scoppa e don Tonino Palmese, vicepresidente della Fondazione Polis e referente di Libera in Campania.

“La Mehari ha una grande forza simbolica”, ha affermato Caldoro, “ma l’attività di contrasto alla criminalità che la Regione svolge attraverso la Fondazione Polis si nutre di tante altre iniziative, che vanno dal sostegno concreto alle vittime innocenti di criminalità all’aiuto alle cooperative giovanili che gestiscono i beni confiscati”.

“Non solo è importante potenziare l’azione repressiva di Forze dell’Ordine e Magistratura ma occorre altresì agire sulla prevenzione dei fenomeni criminali, coinvolgendo il mondo della scuola e incentivando l’attività dei soggetti che danno nuova vita ai beni confiscati”, ha aggiunto il Presidente, che poi si è soffermato sulle criticità relative alle vittime di criminalità: “È necessario estendere la tutela prevista per le vittime della criminalità organizzata anche alle vittime della criminalità comune e garantire un’adeguata rete di protezione ai cronisti precari come Giancarlo Siani che affrontano questioni scomode e fanno giornalismo di inchiesta alla ricerca della verità”, ha concluso Caldoro.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Fondazione Polis Paolo Siani: “La Mehari di mio fratello Giancarlo si è rimessa in moto portando con sé le istanze di tutte le vittime di criminalità e dei giornalisti minacciati, che esigono una risposta concreta dai più alti livelli istituzionali italiani ed europei. Per questo siamo in questi giorni alla Camera e al Senato e la settimana prossima ci recheremo al Parlamento Europeo a Bruxelles. La Regione Campania sui temi della legalità dimostra con i fatti che cosa sia la buona politica, il nostro auspicio è che questo modello sia esteso in tutto il Paese”.

Sui cronisti uccisi, ben 26 (11 in Italia da mafie e terrorismo e 15 all’estero) si è soffermato il direttore di “Ossigeno per l’Informazione” Alberto Spampinato: “I giornalisti morti nell’assolvimento del proprio dovere andrebbero considerati alla stregua dei servitori dello Stato. La Mehari di Siani tiene viva la loro memoria ed è un monito per non abbassare la guardia a difesa degli oltre 1500 cronisti minacciati in Italia negli ultimi sei anni”.

Al termine dell’incontro, Caldoro ha accompagnato la delegazione dei familiari delle vittime a Piazza Montecitorio, dove, nei pressi della Camera dei Deputati, è stata esposta la Mehari di Giancarlo Siani, accolta dalla Presidente Laura Boldrini.

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