La Méhari, ambasciatrice di legalità nel mondo

“Questa Méhari non va fermata, deve continuare a correre, deve essere come un ambasciatore che cambia sede, testimonianza di un’Italia che non vuole fermarsi ma vuole andare avanti”. 

Accanto alla caratteristica auto verde di Giancarlo Siani, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini – lunedì 14 ottobre – dà la sua testimonianza al Pan in ricordo del giornalista del Mattino ucciso 28 anni fa dalla camorra.

L’ex presidente della Camera oggi senatore ha visitato l’esposizione allestita al Palazzo delle Arti di Napoli in ricordo del giornalista a partire proprio da quell’auto in cui Siani si trovava quando subì l’agguato mortale. 

DSC_0128Accolto da Paolo Siani e Enrico Tedesco rispettivamente presidente e segretario generale della Fondazione Polis, e dall’assessore allaCultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, Casini ha ascoltato le testimonianze di Annamaria Torre, figlia del sindaco di Pagani Marcello vittima di camorra nel 1982, Alfredo Avella, presidente del coordinamento dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e di Geppino Fiorenza (Libera).

All’incontro erano presenti anche Marco Limoncelli del ristorante “Le Chic”, sottratto alla camorra con sede alla Riviera di Chiaia, e le operatrici della cooperativa EVA, che sostiene le donne vittime di violenza.

Una battuta su Balotelli: «Si è comportato bene oggi? Come è andata a Quarto?» e poi un impegno ad assistere l’associazione dei familiari delle vittime innocenti di camorra nella battaglia per tempi più brevi nel riconoscimento di un ristoro (oggi la media è di 5 anni). In serata, infine, cena in un locale sequestrato alla camorra in zona Chiaia, prima di ripartire per Roma.

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Ansa 

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