Mafie, memorie e vittime innocenti

“In viaggio con la Mehari” spazio ai libri. Lo scorso martedì 1 ottobre il direttore de “Il Corriere del Mezzogiorno” Marco De Marco nello spazio del Pan all’ombra della Mehari di Giancarlo Siani ha introdotto e moderato con una formula tutta nuova due libri apparentemente agli antipodi: “Fiore come te” edito da Spazio creativo della giornalista Giuliana Covella e “Mafie” edito da Centoautori scritto dal cronista Giuseppe Crimaldi e dal magistrato Giovanni Conzo.

L’attrice Rosario de Cicco ha recitato con grande partecipazione due brani tratti dai due testi. Un doppio dialogo sulle storie di donne vittime innocenti di fatti di criminalità e il nuovo scenario delle mafie globali.

É stato Giovanni Conzo, magistrato della Dda partenopea a illustrare attraverso le inchieste raccolte dal libro “Mafie” come la criminalità organizzata agisca in una “visione mondo” muovendosi a livello internazionale. Le mafie approfittano e si avvantaggiano dei diversi quadri legislativi in vigore nei vari paesi. “La camorra senza l’imprenditoria e la politica non ha potere anzi è improprio parlare di camorra – spiega il Pm – invece nella realtà accade sempre più che imprenditoria e politica vanno a braccetto con i criminali facendo e costituendo un vero e proprio sistema di potere. Occorre seguire i flussi economici e la tracciabilità dei capitali per comprendere come agiscono le mafie e come si evolvono. Noi investigatori possiamo poco. Occorre colpire i patrimoni e per fare questo in una visione mondiale dell’agire delle mafie è urgente sul fronte della legislazione un’armonizzazione internazionale delle norme che contrastano l’espandersi delle mafie economiche. C’è una nota amara in tal senso – conclude Giovanni Conzo – l’Italia che è paese guida sul piano della legislazione sui temi delle mafie con stupore e amarezza non ha aderito alla convenzione di Palermo che consente l’acquisizione di sentenze e indagini estere su personaggi della criminalità organizzata e il loro uso nel processo”.

E il direttore De Marco a proposito del libro “Fiore come te” rivolgendosi alla scrittrice Giuliana Covella ha parlato di una scrittura giornalistica che diventa impegno civile e testimonianza.

“Ho raccolto storie costruite attraverso le testimonianze di familiari – sottolinea la Covella -. Narro la criminalità dal lato delle vittime. Donne normali che si raccontano in prima persona e accomunate dal loro omicidio, vittime di un sistema malato e criminale. Ho scritto queste storie tragiche nel modo più semplice possibile perché è giusto che vengano divulgate e conosciute da tutti”.

Nel corso della serata il direttore De Marco ha intervistato Annamaria Torre, vicepresidente del coordinamento campano Familiari vittime innocenti di criminalità, figlia di Marcello Torre, avvocato e sindaco di Pagani ucciso da un gruppo di fuoco della camorra l’11 dicembre 1980.

“Avevo 15 anni quando uccisero mio padre. Il terremoto del 23 novembre costituì un’accelerazione della morte di mio padre. Un uomo che combatteva per la libertà e la civiltà: voleva Pagani libera e civile. Il delitto di mio padre è frutto di un legame tra politica e camorra, maturato non casualmente negli anni tumultuosi della trattativa Stato, camorra e brigatisti”.

É toccato infine a Daniela D’Addio, vicepresidente della Cooperativa E.V.A. con sede a S. Maria Capua Vetere (CE), invitare i presenti alla degustazione dei prodotti delle terre confiscate. Il catering, molto apprezzato, è stato offerto dalle Ghiottonerie di Casa Lorena un’iniziativa realizzata nell’ambito delle attività di “Lorena casa delle donne contro la violenza” Centro antiviolenza e Casa di accoglienza per donne maltrattate gestito dalle cooperative sociali E.V.A. e Dedalus a Casal di Principe in un bene sottratto alla criminalità organizzata affidato dal Consorzio Agrorinasce.

 

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