Peppe Lanzetta: “Giancarlo è nel cuore di chi ama la libertà e la verità”

Un Peppe Lanzetta scoppiettante che più volte l’ha ripetuto “Non potevo mancare. Giancarlo è nel mio cuore e nel cuore di chi ama la libertà e la verità”. Introdotto dall’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele lo scrittore, attore, sceneggiatore, poeta partenopeo ha presentato al Pan – venerdì 11 ottobre – nell’ambito de “In viaggio con la Mehari” il suo ultimo libro “Sognando l’Avana” edito dalla casa editrice Centoautori di Pietro Valente e inserito nella collana “L’Arcobaleno” diretta da Carmine Treanni.

É stato solo un pretesto per discutere, riflettere della Napoli dolente, delle solitudini, di tutti quei strani personaggi borderline che non hanno voce ma che rappresentano una città vera e uguale sempre a stessa. A leggere alcuni brani tratti dal nuovo libro di Lanzetta – giusto 20 anni dopo “Messico napoletano” – c’erano due suoi amici: gli attori Ernesto Mahieux e Gianfranco Gallo protagonisti del film diMarco Risi Fortapàsc su Giancarlo Siani.

Lanzetta“Le storie raccontate da Peppe sono per me troppo un vissuto personale. Sono nato cresciuto ed ho svolto la gran parte della mia attività politica a San Giovanni a Teduccio insomma sono storie che sono nel mio animo. Ognuno di quei volti è una storia che ho conosciuto.

Potevi prendere una strada come prenderne un’altra. Bastava una amicizia sbagliata oppure una circostanza che spingeva la tua vita in una direzione questo però non mi può impedire di dire che questo libro di Peppe è uno tra i suoi migliori. Sappiamo cosa rappresenta la sua arte, la sua scrittura, pensare e vedere Napoli con gli occhi giusti nelle sue tragedie e nei suoi problemi penso che “Sognando l’Avana” è uno dei suoi capolavori”.

La serata è stata aperta dalla proiezione del video di Andrea Sannino “Pe’ l’età che tengo”.

E Peppe Lanzetta sornione spiega “Sentivo il bisogno di essere qui per farmi vedere da Giancarlo Siani. É festa perché ci sono due straordinari amici e attori che hanno voluto farmi l’onore di essere qui e non pensate che sia una cosa scontata questo non accade spesso diciamo che a Napoli non accade quasi mai. Questo è il primo tassello significativo per dire che anni fa volevo creare una cittadella della cultura intitolata a Pier Paolo Pasolini a Scampia.

L’ho detto varie volte, l’ho urlato, ho ad un certo punto abbandonato l’idea. In questi anni difficili ho cercato di narrare. Ho pubblicato una “Vita post datata” che era il 1991. Il professore Carlo Mazzacurati diceva a chi criticava e farrmava che nei miei libri non c’è la speranza. Lui rispondeva: la speranza la devono dare i palazzi. Negli anni ho preso coraggio. Oggi sono più consapevole. Certo i dubbi ci accompagnano sempre. Guai a non averli però oggi ho capito ed ho qualche mezzo in più per restare più sereno rispetto a una ventina di anni fa. Prima pretendevo di essere amato da tutti. Volevo essere sulle ribalte televisive. La cosa che più vado fiero è la condivisione. Se una cosa è solo tua non serve a niente. Ho investito su di me ma chiaramente investire su di me in cultura significava fare debiti.

Quando andavo in una banca e dicevo sono un giovane artista, le porte non è che si chiudevano si blindavano, venivano le guardie giurate. Non casualmente il mio primo libro si chiama una vita post-datata”.

IMG_1256“Siamo qui da Giancarlo, lui non dev’essere dimenticato io il mio contributo l’ho lasciata su di una pagina di un mio romanzo nel 2002. La gioia di incontrare Paolo Siani, di abbracciarlo di poter dire delle cose, mi ha accompagnato per tutto questo tempo nel mio percorso. Adesso sono contento, lusingato, emozionato di stare qui ma siamo qui però in un momento che ci dovrebbe far riflettere.

É passato del tempo e diciamocela tutta tranne alcuni fatti clamorosi siamo ancora qua in qualche modo portatori sani di camorra. Che cosa voglio dire?

Noi viviamo in una città da questo punto di vista allucinante la mia non è una denuncia ma una constatazione in “InferNapoli” ho raccontato un boss e ho dovuto fare i conti con la parte di me che aveva vissuto, che aveva respirato anche l’aria di camorra però ho fatto i conti dopo inventandomi un boss che vive male, che vive depresso e che perfino la natura l’ha punito perché gli ha regalato il pene piccolo alla faccia di tutta la sua tracotanza.

Noi siamo circondati perché uno conosce un altro, un altro appartiene ad altri. Ecco la domanda: ma tu a chi appartieni?? C’è una sottile paura che poi ha portato il giovane Andrea Sannino a girare quel documentario sull’antiracket dove poi tutti trovano il coraggio di strapparsi il nastro dalla bocca”.

“Tanta fiducia nella politica che cambia le cose permettetemi non l’ho più non basta usare la parola speranza, la speranza va supportata con i fatti. Vi faccio un esempio a Scampia hanno messo su un progetto che si chiama arrvuot – non voglio essere polemico – hanno preso i soldi, hanno allevato questi ragazzi per un periodo di due anni per farli recitare. I ragazzi sono ancora là ma i soldi sono spariti.

DSC_0099Questo lo dico polemicamente perché sono contento che per la prima volta un assessore del Comune di Napoli mi dà ascolto ma è la prima volta signori: sono 30 anni e dico 30 anni. La politica ha fatto una brutta caduta perché progressivamente si è allontana da quella che è la cosa pubblica, non lo sa, non conosce. Permettetemi anche la politica a volte è sopraffatta da promesse elettorali.

Ci sono stati dei tentativi di modificare le cose. Penso che la cittadella a Scampia si possa realizzare, i sogni si realizzano e quel ragazzo che 15 anni fa mi è venuto a chiedere aiuto come un fratello maggiore “mi dai una mano” oggi fa il produttore cinematografico. Questa mano oggi è un film prodotto da questo ragazzo che faceva le rapine. Quel film andrà al festival di Roma. Lo dico e mi vengono i brividi. Lo sapete perché? Se solo uno volesse, se la politica avesse voluto tutto questo che è accaduto in questi 20 anni sarebbe stato spazzato via.

Non ci sarebbero state scorte per Roberto Saviano, oppure ci sarebbero state ma in maniera molto ridotta ed io avrei trovato più coraggio a fare gruppo. Sarei uscito dall’isolamento artistico dal quale sono uscito grazie al cielo attraverso la poesia, la letteratura, il cinema i teatro, insomma una fatica solitaria. Alla politica chiedo un maggior coraggio. Giancarlo sempre con noi l’applauso è per te. A lui l’applauso sempre con noi, sempre nei nostri cuori”.

La serata è stata conclusa dal cantautore Nando Misuraca con il brano “Mehari Verde”

La degustazione invece è stata offerta dal ristorante “Le Chic”

 

 

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