Raid nel fondo rustico. Ciro Corona : “Si mobilitino con noi la città e le istituzioni”

Il progetto “In Viaggio con la Mehari” è stato anche e soprattutto occasione per connettere storie e valorizzare esperienze. Un esempio è il bene confiscato che porta il nome di Amato Lamberti, sociologo e docente universitario. Proprio nel corso della giornata conclusiva – martedì 15 ottobre 2013 – ospite d’onore Giulio Cavalli ad aprire la serata è stato invitato Ciro Corona, dell’associazione “Resistenza anticamorra” che ha denunciato l’ennesimo atto di ritorsione contro il fondo rurale confiscato “A. Lamberti”.

“Gestiamo il bene confiscato fondo rustico “A. Lamberti” a Chiaiano che purtroppo ancora adesso è stuprato e non parliamo solo della camorra ma dalla politica degli anni precedenti. E’ un bene confiscato 13 anni fa al clan Simeoli tra i più potenti e attivi di quella zona. Oltre 14 ettari di vigneti e pescheti insomma un piccolo paradiso terrestre lasciato per 13 anni nella mani della camorra nonostante la confisca. E in quel bene confiscato fino a 10 anni fa si scioglievano persone nell’acido ora ci lavoriamo noi e ci facciamo le marmellate. Un vero miracolo.

Noi ospitiamo i campi di lavoro e formazione di Libera. Quel bene confiscato si trova a meno 500 metri dalla discarica di Chiaiano resa famosa in tutta Italia grazie al governo Berlusconi. Il clan è ancora attivo e non ha perso le speranze. Quel terreno per il clan Simeoli rappresenta l’orticello di casa dell’immenso patrimonio che possiede ancora quella cosca. Noi siamo li semplicemente nel gestire un bene confiscato e stiamo soltanto cercando di dare alternative lavorative e culturali ai ragazzi. Abbiamo firmato un protocollo con il dipartimento di giustizia minorile. Nel terreno ci vengono i ragazzi della comunità penale di Peppe Diana ad imparare un mestiere, vengono li a lavorare. Quelli che dovevano essere dei nuovi camorristi adesso producono insieme a noi il “pacco alla camorra”.

Con quel bene confiscato stiamo riscrivendo la storia del quartiere e la stiamo scrivendo in modo positivo. E tutto questo al clan non fa certo piacere tant’è che dopo essere venuti di persona a minacciarci avvisandoci che avrebbero ripreso il bene confiscato. Dopo averci scavato delle tombe con le croci, ci hanno dato il colpo finale: sono venuti a tagliare tre cancelli e spaccare due lucchetti antisfondamento portandosi via il nostro trattore insieme a cinque attrezzi. Il trattore era il simbolo di quella confisca. Lo portavamo in giro per il quartiere su cui sopra c’era scritto “Trattore confiscato alla camorra”. Era diventato un simbolo e l’hanno portato via. Ciò significa che vogliono fermare il nostro nel DSC_0222bene confiscato.

I raid sono avvenuti sempre di notte invece i danneggiamenti e il trattore li hanno commessi nel primo pomeriggio. Ci hanno colpiti alla luce del sole. La paura e che se fossimo arrivati mentre loro erano ancora li cosa sarebbe successo. Oggi diventa una questione di sicurezza. Su quel bene noi ci giochiamo non solo la faccia perché perdere quel bene confiscato significherebbe perdere le lotte alle mafie sui territori napoletani, significherebbe riconsegnare al clan un bene che per 13 anni nonostante la confisca l’ha governato.

Vi chiedo di stare con noi per lanciare un segnale forte e inequivocabile. Nei prossimi giorni faremo la vendemmia a mani nude. Non abbiamo il trattore ma continueremo a marcare il territorio. Abbiamo chiesto alla prefettura di installare un sistema di videosorveglianza. Chiediamo alla magistratura di metterci a disposizione un altro trattore confiscato in quel terreno.

Noi abbiamo una promessa da mantenere fatta da un ragazzo della comunità penale che ci disse : mi impegno a lavorare per la legalità in questo ex terreno del clan perchè mi ha portato via già mio padre e mio fratello. Mi ha portato via il passato e io non voglio che mi porti via il futuro.

Ecco su questa promessa noi andiamo avanti e spero davvero di trovarvi lungo la strada da percorre insieme. So che simbolicamente con noi c’è il sindaco Luigi de Magistris e Giulio Cavalli e tanti altri. Vi chiedo di sostenere le nostre iniziative. Abbiamo bisogno di un trattore, aspettiamo risposte concrete”.

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Intervista a cura di Road Tv

 

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