Storie resistenti, il “Nuovo Quarto calcio” per la legalità

Le Storie Resistenti – sono storie di rottura, storie in discontinuità. É quella del “Quarto Calcio”, una compagine sportiva che serviva al boss per ostentare il proprio potere ma soprattutto per taglieggiare in modo morbido i negozianti e le attività commerciali. Accade a Quarto, comune dell’area Flegrea attaccato alla zona Occidentale di Napoli.

“Stare accanto alla Mehari di Giancarlo Siani per un cronista fa un certo effetto – spiega il giornalista Nello Mazzone – solo chi fa il mestiere di giornalista sa cosa davvero significhi”.

IMG_1194“Per introdurre e spiegare questa storia mi ricollego proprio a un articolo che parla di Siani ci sono i nomi dei mandanti e dei killer del suo omicidio purtroppo sono nomi che ricorrono anche per la città di Quarto e per la vecchia Quarto calcio. Occorre parlare del boss Giuseppe Polverino detto ‘o barone – continua – questo camorrista è stato sempre il più politico del clan. Non è un caso se abbia pensato bene di investire in vari settori a Quarto, e tra questi anche nella squadra di calcio. É un segno di potere molto forte del clan sul territorio. Quando nel maggio 2011 la squadra viene sequestrata e ben presto confiscata, è nata l’idea di riutilizzare questo “bene atipico” e sfruttarlo per lanciare un forte messaggio di legalità. Gli ideatori del progetto non avevano nulla, sono praticamente partiti da zero un po’ come fece il Napoli di De Laurentis. Qui in più si è dovuto fronteggiare i ripetuti attacchi messi a segno da chi non voleva questa svolta di legalità praticata”.

Occasione per riflettere e parlare della straordinaria realtà del “Nuovo Quarto Calcio per la legalità” è l’incontro organizzato nell’ambito de “In viaggio con la Mehari” svoltosi il 9 ottobre presso il Pan.

Evento moderato dal cronista politico de “il Roma” Mario Pepe con la partecipazione oltre che di Nello Mazzone, del presidente della squadra Luigi Cuomo (Sos Impresa), di Antonello Ardituro, Pm della Dda di Napoli, Cristina Amoroso, magistrato della Procura della Repubblica di Nola, il responsabile di Libera Sport Pasquale Scherillo.

“I beni confiscati devono essere tutelati e non lasciati a sé stessi, altrimenti vince comunque la camorra – stimola il dibattito Nello Mazzone – il calcio è interclassista, attira tutti e dunque attraverso questa squadra il Nuovo quarto per la legalità possiamo creare unione, in nome della legalità”.

É toccato a Cristina Amoroso illustrare una campagna pubblicitaria che affiancherà il “Nuovo Quarto Calcio” durante l’incontro con la nazionale Azzurra di Cesare Prandelli che andrà ad allenarsi nel campo Gianrusso di Quarto. Lo slogan è immediato “Con la legalità si vince sempre”. Nell’immagine del manifesto pubblicitario si vede il busto di un giocatore con le braccia conserte, e sullo sfondo un campo da calcio; il giocatore ha le braccia conserte per dire “No” all’illegalità.

“Questa pubblicità contro il razzismo, l’illegalità e il femminicidio è stata creata da ragazzi – sottolinea il magistrato – che hanno una storia importante. Hanno scelto come sede della loro attività un capannone industriale a Saviano dove si scattano foto e si creano oggetti in cui la creatività scompagina la solita realtà industriale. Questi ragazzi hanno avuto un incendio che ha distrutto il loro capannone. Non appena hanno visto le fiamme hanno salvato le attrezzature per poi ricominciare tutto da zero. Ecco la legalità non è solo lotta alla camorra è una lotta contro il quotidiano ed è una lotta che si vince quando di fronte all’alternativa: cedere alla facile illegalità si resistere e si pronuncia un forte “no”. Andare avanti in maniera legale questo è il vero senso del dire “no”. Questi ragazzi – aggiunge il magistrato – sono l’imprenditoria che ci piace. Sono quelli che combattono”.

E Luigi Cuomo, sguardo sornione e sempre un passo indietro senza mai cedere al protagonismo ha sottolineato “Esperienza durissima che sta regalando grandissime soddisfazioni – riflette – i riscontri rispetto all’inizio sono impensabili : registriamo ringraziamenti e gratitudine da posti impensabili.ci sono venuti a trovare tv giapponesi, americane e canadesi sono venuti da noi per raccontare questa storia. Però ciò che ci fa più piacere è sapere che abbiamo conquistato alla causa della legalità e del cambiamento almeno un quartese. E questo è successo e grazie a Dio non è solo uno perchè una delle più belle soddisfazioni che questa esperienza ci ha dato è quella di aver visto pochi mesi fa la nascita di una associazione composta dai figli dei notabili di Quarto. Questi ragazzi accusano i loro genitori di essere la causa del degrado e del disastro della città. Sono piccoli segnali che ci fanno ben sperare anche se le difficoltà non sono mancate. Quelle vissute l’anno scorso di tipo materiale i danneggiamenti, i raid, le vandalizzazioni, le intimidazioni verso i calciatori o l’allontanamento degli stessi tifosi. É una grande rivoluzione culturale quella che stiamo realizzando. Tifare e giocare al calcio a Quarto adesso si può, nessun clan impone nulla a nessuno. L’augurio, la vera speranza da coltivare è che questa esperienza continui a vivere e la città di Quarto non ha più bisogno di noi”.

Pasquale Scherillo, in rappresentanza delle vittime innocenti della criminalità ricorda con dolore i momenti in cui perse il fratello Dario (ucciso il 6 dicembre 2004 nel pieno della prima faida di camorra dell’area nord di Napoli) e spiega: “Come abbiamo rimesso in moto l’auto di Giancarlo, così dobbiamo rimettere in moto i nostri ragazzi”.

Infine Antonello Ardituro, vero artefice della rinascita del “Nuovo Quarto Calcio” e quindi “patron” della formazione ha spiegato come il “Nuovo Quarto Calcio” sia una esperienza concreta per promuovere la legalità, data la sua unicità, “la più produttiva delle imprese confiscate alla camorra, perché si mantiene su un’idea, e se le idee sono buone si sostengono da sole, così com’è in questo caso”. Il Pm però non ha disdegnato parole di fuoco contro una certa parte della classe dirigenziale cittadina che si disinteressa di tutto girando la faccia dall’altra parte. 

Nel corso dell’incontro l’incontro, Geppino Fiorenza (Libera) ha consegnato ad Ardituro la maglietta della Fondazione Polis con la scritta “La camorra non vale niente”, che sarà donata al commissario tecnico della Nazionale Italiana di calcio Cesare Prandelli lunedì 14 ottobre in occasione dell’allenamento della nazionale al campo della Nuova Quarto Calcio per la Legalità.

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