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“In viaggio con la Mehari” al Duomo di Napoli

Stamattina,  In viaggio con la Mehari, progetto di sensibilizzazione che, a partire dall’auto di Giancarlo Siani, il cronista de Il Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, accende i riflettori sui temi delle vittime innocenti e della libertà di stampa, ha fatto tappa al Duomo di Napoli.

Nell’occasione, il Cardinale Crescenzio Sepe ha incontrato una delegazione dei familiari delle vittime innocenti della criminalità per un momento di riflessione sulla memoria delle vittime e sull’impegno della Chiesa nella lotta alle mafie.

Presenti, tra gli altri, il presidente della Fondazione Polis della Regione Campania Paolo Siani, il presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità Alfredo Avella, il referente regionale di Libera Geppino Fiorenza e il vicario episcopale per la Carità della Diocesi di Napoli don Tonino Palmese. Tra i familiari delle vittime, oltre a Paolo Siani ed Alfredo Avella erano presenti Serena Simonetta Lamberti, Annamaria Torre con il figlio Goffredo, Pasquale Scherillo con la madre Enza Pettirossi, la famiglia Di Bona, Lucia Montanino, Lorenzo Clemente, Enza Napoletano, Ludovica Siani, la famiglia Scamardella, Carmela Sermino, Maria Ferrone, la famiglia Vairo, Maria Rosaria Evangelista, la famiglia Landieri e Antonietta Nollino.

“Sulla Mehari con la storia di Giancarlo camminano le storie di tutte le altre vittime della criminalità e dei giornalisti uccisi dalle mafie e nei contesti di guerra”, ha affermato Paolo Siani. “È un tour, quello che riprende oggi, per chiedere che il fondo per le vittime delle mafie non venga ridotto, come pare sia stato annunciato, per fare fronte ad esigenze altrettanto importanti come quella degli immigrati. Noi non vogliamo una guerra tra poveri, diciamo al Governo di individuare altri tagli per sostenere le giuste esigenze degli immigrati”, ha aggiunto Siani. “Alla Chiesa chiediamo che si individui una giornata per fare memoria di tutte le vittime e che in occasione delle singole ricorrenze nelle liturgie vengano ricordati gli innocenti uccisi dalla violenza criminale. Le nostre vittime avevano l’onestà e l’intelligenza per fare le cose giuste e il loro ricordo può essere da monito per i cittadini per comprendere che quella della legalità è la strada giusta. Chiediamo un gesto di vicinanza a chi soffre, alle mamme, alle donne, ai fratelli, ai padri, a un mondo che non fa rumore ma esiste e che ogni giorno fa i conti con il dolore”, ha concluso Siani, che ha ringraziato le Forze dell’Ordine per l’impegno quotidiano e la preziosa collaborazione nell’ambito del progetto “In viaggio con la Mehari”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Alfredo Avella, che visibilmente commosso ha proposto il 12 dicembre come giornata per la celebrazione liturgica dedicata alle vittime innocenti di criminalità, dal momento che proprio il 12 dicembre 2011 è stata installata la Stele della Memoria nei giardini di via Cesario Console. Avella ha inoltre ricordato la staffetta del 23 settembre, quando “con me sulla Mehari sono salite tutte le vittime e le nostre istanze”.

“Quello odierno è un incontro pieno di significato, che ci unisce nella solidarietà per un ideale di libertà e di verità. Esiste la drammaticità dell’innocente rappresentata da coloro che sono morti perché la criminalità non ha guardato in faccia a nessuno. Sono convinto però che tutto questo non sia stato inutile”, ha sottolineato il Cardinale Sepe, accettando la proposta dei familiari delle vittime di dedicare una giornata liturgica alla memoria dei loro cari, memoria “che non è inutile se riusciamo a scavare nelle coscienze”. Il Cardinale ha poi aggiunto: “La Mehari è come una reliquia di un martire della libertà e della verità. Come il sangue dei cristiani uccisi è diventato sorgente di vita, dal sangue dei martiri moderni nasce una coscienza della legalità. Il male non è una realtà assoluta e si vince facendo il bene”. Infine un affondo sul ruolo della Chiesa nei confronti dei boss di camorra: “Come può un malavitoso andare in Chiesa quando muore? Come può fare il padrino in un battesimo o il testimone in un matrimonio? Quando muori se non ti sei pentito in chiesa non entri”.

La Mehari è stata trasportata dal PAN fino a Largo Donnaregina, nel cortile del Duomo, scortata dalla polizia, su un carro attrezzi messo a disposizione dal Questore Luigi Merolla .

L’iniziativa si è conclusa con un lungo e commosso applauso. Il “viaggio” della Mehari prosegue il 26 e 27 novembre a piazza Montecitorio presso la Camera dei Deputati, il 28 e 29 novembre al Senato della Repubblica e dal 3 al 5 dicembre a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo.

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